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Avola: città del Nero D’Avola, della mandorla e dei limoni

La città di Avola, terra del Nero D’Avola, della mandorla e dei limoni, sorge a circa 25 Km a Sud di Siracusa su una ridente pianura fra il fiume Asinaro e il fiume Cassibile.

E’ bagnata a Est dal Mar Jonio e circondata a Nord-Ovest dai Monti Iblei, i quali favoriscono il clima mite anche durante l’inverno. Le campagne nei dintorni della città sono caratterizzate dal verde di limoneti ed aranceti e suggestivo è lo spettacolo del mandorlo in fiore che annuncia l’arrivo imminente della primavera.

La città di Avola è celebre nel mondo anche per il suo vitigno, il “Nerello D’Avola”, da cui si produce il famoso e corposo vino rosso “Nero D’Avola”.

Le tre api riprodotte sullo stemma della città simboleggiano la laboriosità degli avolesi.
Vivaci sono, infatti, il commercio e le attività di produzione e conservazione di alimenti, come ad esempio la confezione di dolci tipici (di mandorla, di miele, di ricotta)
La presenza delle varie dominazioni succedutesi in Sicilia è visibile e riscontrabile nella storia della città. E’ documentato, infatti, che gli Arabi sottrassero il territorio della città ai Bizantini, i quali lo governavano in nome dell’Impero Romano D’Oriente.
Tracce del dominio arabo sono le numerose parole ancora in uso nel linguaggio quotidiano, nonché le coltivazioni di datteri, canna da zucchero, pistacchi, ulivi saraceni e la presenza di impianti di conceria, seterie ed acquedotti. Agli Arabi seguirono i Normanni con Ruggero, il quale fu nominato Conte di Avola.
Sotto le dominazioni Sveva ed Angioina, Avola fu trasformata in Baronia e successivamente in Marchesato sotto gli Aragonesi fino al 1693, anno in cui venne distrutta dal terribile terremoto dell’11 Gennaio.
La pianta della città si ispira ai motivi delle fortezze rinascimentali ed è sviluppata sulla forma simmetrica di un esagono regolare, al centro del quale si incrociano i due assi viari principali e si trova la grande piazza suddivisa in quattro canti.
All’inizio e alla fine delle medesime strade, sorgono altre quattro piazze. Tutto l’esagono poi è attraversato da vie che, intersecandosi fra di loro, danno la divisione ortogonale degli isolati, perfettamente uguali e simmetrici fra di loro. In ognuna delle piazze sorgono chiese di stile barocco, costruite con pietra calcarea iblea.
Non è possibile visitare Avola senza visitare prima la sua Tonnara: testimone di un’attività in passato fiorente e che esprime anche negli impianti il forte legame integrante tra territorio litoraneo e mare e tra economia agraria e marinara.
La struttura superstite, di circa 5.000 mq, è composta da una serie di magazzini e capannoni per la custodia, conservazione e lavorazione del pescato attorno a una loggia centrale.
Una ciminiera realizzata in mattoni consente di capire che anche la tonnara di Avola formò parte di quelle strutture adeguate ai nuovi tempi dell’industrializzazione. Tra i pochi documenti conservati risulta una foto storica dove si possono vedere le caratteristiche barche in legno dentro i malfaraggi. Il complesso era anche dotato di una chiesa a navata unica, probabilmente di fine settecento. Oggi la tonnara è sede di un piccolo circolo nautico e si trova in discreto stato di conservazione dato che ancora oggi si può leggere parte dell’impianto.

Tra i luoghi nei dintorni della città che meritano senz’altro una visita ci sono Avola Antica e i laghetti di Cavagrande del Cassibile.

A pochi chilometri dal centro di Avola, troviamo l’antico sito dove sorgeva Avola prima di essere distrutta dal catastrofico terremoto del 1693 che colpì i Monti Iblei.
Si tratta del monte Aquilone e, percorrendo i tornanti che conducono in cima alla collina, oltre a godere di un panorama mozzafiato, si possono vedere ancora i resti dell’antica città avolese.
Per quanto riguarda i laghetti di Cavagrande del Cassibile, si tratta nello specifico, di una riserva naturale ricca di rilevanze paesaggistiche, antropologiche, idrogeologiche, archeologiche e speleologiche.
È attraversata dal fiume Cassibile che nel corso del millenni ha creato una serie di profondi canyon. Nel fondovalle, ha finito per crearsi un complesso sistema di piccole cascate e invasi naturali balneabili.
Nei dieci chilometri di lunghezza del canyon, si possono ammirare numerosi laghetti, con acque fresche e limpide, fra cui spiccano per bellezza i piccoli laghi nei pressi di Avola Antica accessibili al pubblico tramite una scala storica, detta Scala Cruci.

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