Carnevale di Avola 2019, tra storia, tradizione e cambiamento

Carnevale di Avola 2019, tra storia, tradizione e cambiamento

Il Carnevale di Avola si caratterizza come uno degli eventi più seguiti nella Sicilia orientale per le manifestazioni carnascialesche.

La festa vede ogni anno la sfilata di Re Carnevale per le vie della città seguito dalla Banda di Avola, e per tutto il periodo manifestazioni sportive, la parata di carri allegorici, infiorati e di gruppi mascherati, artisti e musici di strada, pagliacci e burloni, momenti di animazione per i più piccoli, discoteca e musica in piazza, unendo momenti di svago a momenti di cultura, e grazie all’impegno delle locali associazioni e dell’amministrazione comunale, la partecipazione, ogni anno, di nomi importanti del parterre musicale nazionale ed internazionale che riempiono le vie della città dell’esagono.

Il Sindaco Luca Cannata e l’Assessore alle Politiche Sportive e allo Spettacolo Luciano Bellomo, quest’anno, tentano il rilancio, stavolta con un’importante budget, rispetto al 2018,  ricevuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che, attraverso una graduatoria pubblicata dal Mibact, ha riconosciuto le antiche tradizioni del Carnevale di Avola al pari di altri carnevali storici nazionali, come Putignano, Ivrea e Viareggio.

Oltre alla storica sfida tra i nostri maestri artigiani carristi con le loro maestose opere allegoriche di cartapesta e infiorati, il carnevale avolese si arricchisce con nuove iniziative: come il primo concorso rivolto agli alunni delle scuole medie inferiori e superiori, dove gli studenti dovranno realizzare un’opera artistico-letteraria, che rappresenti al meglio l’identità storica del carnevale del nostro paese.

Inoltre, non mancheranno altri appuntamenti, ormai entrati nella tradizione, e che hanno riscosso un notevole successo nelle scorse edizioni, come il concorso a premi per i “mini carri allegorici”, il concorso della maschera più bella, la mostra fotografica storica e la mostra degli abiti tradizionali del carnevale avolese.

Insomma, le premesse per un’altra edizione “da record” di certo non mancano.

Un buon carnevale avolese a tutti.

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In Vino Veritas, Nero d’Avola in vacanza!

In Vino Veritas, Nero d’Avola in vacanza!

“Hai visto le generose montagne siciliane coperte da vigneti.
Hai bevuto a Messina, a Palermo e sull’Etna; Catania ti ha riempito il calice”.
(Jan Andrzej Morsztyn, “Georgiche”, 1643-1644)

Questo cita Jan Andrzej Morsztyn circa quattro secoli fa ma, sapete quante storie e vicende hanno arricchito la cultura del vino e del gusto Siciliani? Tantissime e noi vogliamo coglierne i tratti salienti per voi palati avventurosi. Nella decisione preliminare di prenotare la tua vacanza nella Val Di Noto cerchi spesso un connubio Vacanza & Cibo perché sei a conoscenza del fatto che nella nostra bella isola fra Mare e Montagna esistono gusti e sapori unici.

Per cui Avola ti offre il piacere del relax in spiaggia sdraiato su un lettino con un calice di vino, giusto per fare una rima contemporanea.
E così sei anche tu uno dei 3 Italiani su 4 a sceglierci per il buon vino?
Se è così siamo sicuri che conoscerai lui, la perla dei Monti Iblei, il nostro orgoglio sua Maestà il NERO D’AVOLA.

Le sue origini sono rintracciabili intorno al XV Secolo e sembra sia stata una casata Modicana chiamata Calabresi a dargli vita.

Non farti illudere da storie false che ne inficiano la sua origine perché solo annusando il suo profumo molto pulito ti manda direttamente alla frutta matura di Sicilia come prugne e ciliegie ed infine alla frutta secca e spezie dolci, se assaggi il suo sapore caldo e la sua struttura potente rimani basito perché in realtà non è per questo pesante e sgarbato, e caro amatore del NERO D’AVOLA, se glielo chiedi ti potrebbe rispondere “SICILIANO SONO! ”.

Solo un consiglio spassionato: non esagerare!

Lo scorso Aprile è partito il tour mondiale del Nero D’Avola e la sua mamma Sicilia lo ha accompagnato nel suo viaggio con le migliori cantine che ospita la Val Di Noto.
Peccato però che non avrai mai potuto bere un buon calice di vino servito nella sua culla natale accompagnato da cibi scelti ad hoc per lui.

Come le cose più semplici ed uniche il vino si sposa benissimo con formaggi stagionati, carni rosse e bianche, con focacce caserecce cotte a legna.
Noi stasera berremo il Nero d’Avola abbinato alle impanate, ovvero pizze farcite di patate cipolle e ricotta salsiccia per citarne alcuni tipi.
Le polpette di riso e patate vanno a braccetto con un calice di Nero e la caponata di verdure e spezie Siciliane ci va a nozze!
Ti invitiamo a provare e forse a casa non vorrai più tornare.

Ci vediamo a tavola !

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Le Tonnare della costa Ionica siciliana, luoghi dove il sapore della storia è rimasto invariato.

Le Tonnare della costa Ionica siciliana, luoghi dove il sapore della storia è rimasto invariato.

Le Tonnare della costa Ionica, luoghi dove il sapore della storia è rimasto invariato.

Le Tonnare sono dei veri e propri opifici di grandi dimensioni e sono molto spettacolari per la loro architettura.
La costa Ionica può vantare di essere stata nei secoli scorsi l’ultimo approdo del “ritorno dei tonni”, proprio così perché il pregiatissimo e gettonato pesce se non veniva pescato nelle Tonnare di “andata” della Sicilia Occidentale veniva catturato in quelle di “ritorno” della Sicilia sud orientale.
Per “andata e ritorno” si intendono, nel gergo dei borghi e dei tonnaroti, le direzioni della migrazione del tonno che avviene in periodi e luoghi sempre fissi.

Il Tonno quello rosso di Sicilia, era la preda più ambita: quello con le carni più sode, con le sacche piene di uova, era il pesce dal quale traeva sostentamento tutta la popolazione dei borghi Marinari.
La “Mattanza”del tonno trae origini antiche in particolar modo dalle tecniche di cattura degli Arabi ai quali seguirono poi gli Spagnoli.
Prima della scoperta della conservazione del tonno sott’olio, i pescatori usavano il sale, non a caso le Tonnare sorgevano vicino le Saline.

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La più settentrionale delle Tonnare della costa Ionica è sicuramente la Tonnara di Avola situata all’imbocco della Marina, dove oggi sorge un grazioso Borgo Marinaro fra storia cultura e memoria.

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Sempre più a Sud, in mezzo alla meravigliosa Oasi faunistica di Vendicari nel territorio di Noto (SR), sorge un’altra Tonnara.
Restaurata in maniera eccellente la Tonnara di Vendicari si offre agli occhi dei visitatori come un libro aperto.
Il suo periodo di maggiore attività risale allo scorso secolo, sembra che l’attività intensa della pesca del tonno si sia quasi del tutto arrestata dallo sbarco degli Americani durante il secondo conflitto mondiale.

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Arriviamo a Marzamemi dove possiamo dire con certezza che questo Borgo ospita la più antica Tonnara di tutta la Sicilia.
I locali che erano un tempo adibiti alla lavorazione del tonno sono stati restaurati e continuano tutt’oggi a lavorare il tonno.

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La Tonnara di Portopalo di Capo Passero che rappresenta l’ultimo impianto della lavorazione del tonno, ha un’architettura unica e strategica che ancora oggi suggerisce ai visitatori un paesaggio suggestivo.

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