Riserva di Cavagrande del Cassibile – Avola Antica

Riserva di Cavagrande del Cassibile – Avola Antica

Riserva Naturale Orientata e Laghetti di Cavagrande del Cassibile.

Gli estesi tavolati carsici dei Monti Iblei caratterizzano il paesaggio dell’estremità sudorientale della Sicilia, a cavallo delle province di Ragusa e Siracusa.

E’ soprattutto in quest’ultima che l’altopiano assume aspetti spettacolari per la presenza di profonde fratture, chiamate “cave”, che ne solcano i bordi.

Si tratta di canyon prodotti dall’erosione dei corsi d’acqua che ancora scorrono sul loro fondo, dall’aspetto a volte superbo come accade nel caso della Cavagrande del Cassibile, una delle più maestose e suggestive, oggi tutelata come riserva naturale, fu in epoca paleolitica sede di insediamenti abitati. Nelle pareti sono state scavate ottomila tombe rupestri del tipo a grotticella, risalenti al X e IX secolo a.C.

Istituita nel 1990 al fine di conservare la vegetazione naturale, e ripristinarne la vegetazione forestale mediterranea nonchè di difendere e incrementare la fauna mediterranea, la Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile interessa un’area vasta 2.760 ettari circa, ricadente nei comuni di Avola, Noto e Siracusa.

L’area protetta ingloba un tratto, lungo circa 10 km, dell’asta fluviale del Cassibile, uno dei più importanti fiumi della Sicilia sud-orientale, che, incassandosi fortemente tra le rocce del tavolato Ibleo, genera un canyon, profondo in alcuni tratti oltre 250 metri, dalle ripide pareti fittamente vegetate.

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Calamosche e Vendicari le spiaggie più belle d’Italia si trovano in Sicilia

Calamosche e Vendicari le spiaggie più belle d’Italia si trovano in Sicilia

La Spiaggia di Calamosche si trova tra i resti archeologici di Eloro e l’oasi faunistica di Vendicari.

Nel 2005 è stata insignita dalla Guida Blu di Legambiente del titolo di “Spiaggia più bella d’Italia”. Non è facilmente raggiungibile in quanto bisogna percorrere un lungo tratto con l’auto e a piedi; anche per questo segna una scarsa affluenza di visitatori. Il fascino della spiaggia è dovuto alla varietà della vegetazione e alla presenza di un panorama altrettanto vario: la piccola spiaggia si trova infatti tra due promontori rocciosi che, oltre a far sì che il mare sia quasi sempre calmo, offrono al visitatore una bellezza inaspettata. Un’altra caratteristica della spiaggia di Calamosche è la presenza di numerosi anfratti, cavità e grotticelle nei due promontori. Per raggiungerla basta percorrere la strada provinciale 19 (Pachino-Noto) e svoltare a destra (seguendo l’indicazione “Spiaggia Calamosche”) all’incirca a 11,40 km da Pachino. Vendicari B&b  

La Spiaggia Vendicari di Noto si trova all’interno dell’Oasi naturalistica di Vendicari, dominata da una Torre Sveva e dai ruderi di una bella Tonnara.

Si tratta di una splendida spiaggia dal litorale lunghissimo di soffice sabbia bianca, orlato da una fitta vegetazione a macchia mediterranea. Tutto questo tratto di costa è ottimamente conservato grazie ai vincoli di tutela ambientale e la spiaggia è tra le più belle e famose dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Il mare che la bagna è bellissimo, turchese, trasparente e cristallino, con un fondale che digrada dolcemente verso il largo. La spiaggia è raggiungibile risalendo dalla strada provinciale 19 che unisce Pachino a Noto. spiaggia-calamosche-vendicari Scegliete la Sicilia, scegliete di soggiornare con noi al B&B Morfeo, tante offerte speciali e sconti per chi prenota direttamente dal nostro sito! —> Prenota subito da questo link!   SCOPRI LE ALTRE MERAVIGLIE —> Le_spiagge_più_belle_della_sicilia
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Noto: la capitale del Barocco Siciliano

Noto: la capitale del Barocco Siciliano

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Noto capitale del Barocco siciliano.

Sorge come un piccolo gioiello arroccato su un altopiano che domina la valle dell’Asinaro, coperta di agrumeti, mandorleti e alberi da frutto. La sua bellezza, così armoniosa da sembrare la scena di un film, nasce da un evento tragico: il terremoto del 9-11 gennaio 1693, che in questa parte di Sicilia portò distruzione e morte, ma diede anche un forte impulso alla ricostruzione, alla rinascita. Prima di allora, la città sorgeva a 10 km di distanza sul Monte Alveria. Di origini assai antiche, Noto diede i natali a Ducezio, che nel V sec. a.C. fece tremare i Greci per aver fatto insorgere contro di loro i Siculi. Dopo il terremoto del 1693, per la ricostruzione, dopo ampio e vivace dibattito, venne scelto un luogo meno impervio del sito montano e più vasto, tale da permettere la realizzazione di un impianto semplice, lineare, con intersezioni ad angolo retto e strade parallele ed ampie, secondo il nuovo gusto barocco.

Le vie principali di Noto corrono da est a ovest perchè il sole le illumini lungo tutto il suo percorso quotidiano.

I palazzi maestosi, tutti costruiti con la pietra calcarea locale, tenera e compatta, dal candore che il tempo e gli agenti atmosferici hanno colorato creando quella magnifica tinta dorata e rosea, che la luce del tramonto accentua. Alla ricostruzione, condotta dal Duca di Calastra, rappresentante a Noto del vicerè spagnolo, parteciparono molti artisti siciliani, tra i quali gli architetti Paolo Labisi, Vincenzo Sinatra e Rosario Gagliardi, che, influenzato dal Borromini, è certamente la personalità artistica che più profondamente ha influenzato il complesso monumentale netino. La città venne costruita studiando ed esaltando le prospettive in modo singolare, giocando con le linee e le curvature delle facciate, con le decorazioni delle mensole, i riccioli e le volute, i mascheroni, i putti, i balconi dai parapetti in ferro battuto che si piega in forme aggraziate e panciute. A Noto è sbocciato quel germe barocco che, portato dalle mani degli artisti italiani, vide fiorire lo stile in tutta Europa. Oggi, “Noto appare un’isola nell’isola… La sua urbanistica arieggia ancor più quella delle grandi Ville romane, gli accorgimenti, le paratie, gli squarci improvvisi, le prospettive a perdita d’occhio, le svolte, le terrazze, gli inviti. Noto, Giardino di pietra” (Cesare Brandi).
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Siracusa tra storia, cultura, rappresentazioni classiche e riserve naturali

Siracusa tra storia, cultura, rappresentazioni classiche e riserve naturali

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Siracusa è una città costiera di pianura e capoluogo di provincia, ha la parte più antica situata sull’isoletta di Ortigia, cui si accede attraverso il Ponte Umbertino.

Siracusa, protesa verso il mar Ionio, si estende nella parte centro-orientale della provincia. Fu fondata nel 740 a.C. in un sito già abitato dai siculi. Si sviluppò rapidamente, fondando le colonie di Akrai, Casmene e Camariana e raggiunse il massimo splendore nel V secolo a.C. con un incontrastato dominio commerciale sul basso Tirreno con la vittoria navale sugli etruschi. Le sue mire espansionistiche la portarono a scontrarsi dapprima con Atene e con Dionisio, contro i cartaginesi, divenendo una delle città più potenti dell’epoca. Sotto la dominazione romana fu sede di pretori e capitale della Sicilia. Nel 575 Siracusa fu riannessa all’Impero d’Oriente da Belisario e con la dominazione bizantina conobbe un lungo periodo di pace fino all’occupazione araba. Nel Medioevo fu governata da Federico II, diede un valido apporto alla vittoria della causa aragonese in Sicilia, ottenendone notevoli privilegi. Nel XVII secolo fu sconvolta da terribili terremoti ed epidemie ma nel XVIII secolo cominciò una notevole ripresa economica. Nella seconda guerra mondiale fu bombardata prima dagli anglo-americani e, nel luglio 1943, dai tedeschi, essendo divenuta il principale scalo dei rifornimenti alleati.   Le testimonianze più significative della civiltà antica sono nel Parco Archeologico della Neapolis e sull’Isola di Ortigia, ove si possono ammirare i resti degli edifici sacri di ordine dorico: l’Olympieion, di cui rimangono due colonne; il tempio di Apollo (VII-VI sec. a.C.) e il grandioso tempio di Atena (V sec.). Grande interesse nel campo dell’architettura militare greca riveste il Castello di Eurialo, in parte costruito e in parte scavato nella roccia, realizzato da Dionigi il Vecchio. Nella zona vi sono numerose cave, dette latomie, adibite talora a carcere; le più note sono: quella dei Cappuccini e la suggestiva latomia del Paradiso, con la grotta dei Cordari e l’Orecchio di Dioniso. Straordinario è il teatro greco, il più grande della Sicilia, scavato per lo più nella roccia. All’età imperiale appartiene l’anfiteatro romano (III sec. d.C.). Di epoca cristiana sono le numerose catacombe, tra cui quelle di San Giovanni e di Santa Lucia. Del periodo bizantino sono le chiese di San Pietro e di San Giovanni Battista, mentre di ispirazionenormanna sono le chiese di San Martino, San Tommaso e Santa Lucia, al cui interno è conservato il Seppellimento della Santa, opera di Caravaggio. Tra le opere di stile gotico: palazzo Bellomo e il grandioso castello Maniace, ricostruito da Federico II nel XIII secolo. Al Rinascimento appartengono le opere di pittura e di scultura di Antonello da Messina e del Gagini. A Siracusa c’è un gran numero di biblioteche e musei di grande prestigio, tra cui quello archeologico “Paolo Orsi” e il museo del papiro. Siracusa è ricca di monumenti, è anche una rinomata località turistica. Numerose sono le manifestazioni estive: in giugno le rappresentazioni classiche al Teatro Greco, ogni due anni; in luglio la stagione lirica alle Latomie dei Cappuccini e in agosto il Premio Nazionale di Motonautica. Tra le ricorrenze religiose: la festa di San Sebastiano, a gennaio; i riti della Settimana Santa, con processione del Cristo morto; l’esposizione della statua di Santa Lucia, a maggio, sull’isola di Ortigia; la processione dell’Immacolata, a dicembre. La Patrona di Siracusa, Santa Lucia, si festeggia il 13 dicembre. È gemellata con la città greca di Archea Korinthos. Fu patria di Filolao, filosofo pitagorico del V secolo a.C., di Tescrito, poeta del III secolo a.C., di Archimede, scienziato del III secolo a.C., e di Santa Lucia. Scegliete la Sicilia, scegliete di soggiornare con noi al B&B Morfeo, tante offerte speciali e sconti per chi prenota direttamente dal nostro sito! Siracusa Tourist Map Scarica la Cartina di Siracusa in PDF. —> Prenota subito da questo link!
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Le Tonnare della costa Ionica siciliana, luoghi dove il sapore della storia è rimasto invariato.

Le Tonnare della costa Ionica siciliana, luoghi dove il sapore della storia è rimasto invariato.

Le Tonnare della costa Ionica, luoghi dove il sapore della storia è rimasto invariato.

Le Tonnare sono dei veri e propri opifici di grandi dimensioni e sono molto spettacolari per la loro architettura. La costa Ionica può vantare di essere stata nei secoli scorsi l’ultimo approdo del “ritorno dei tonni”, proprio così perché il pregiatissimo e gettonato pesce se non veniva pescato nelle Tonnare di “andata” della Sicilia Occidentale veniva catturato in quelle di “ritorno” della Sicilia sud orientale. Per “andata e ritorno” si intendono, nel gergo dei borghi e dei tonnaroti, le direzioni della migrazione del tonno che avviene in periodi e luoghi sempre fissi. Il Tonno quello rosso di Sicilia, era la preda più ambita: quello con le carni più sode, con le sacche piene di uova, era il pesce dal quale traeva sostentamento tutta la popolazione dei borghi Marinari. La “Mattanza”del tonno trae origini antiche in particolar modo dalle tecniche di cattura degli Arabi ai quali seguirono poi gli Spagnoli. Prima della scoperta della conservazione del tonno sott’olio, i pescatori usavano il sale, non a caso le Tonnare sorgevano vicino le Saline. Tonnara_di_Avola_Morfeo_B&B_avola_bed_and_breakfast_   La più settentrionale delle Tonnare della costa Ionica è sicuramente la Tonnara di Avola situata all’imbocco della Marina, dove oggi sorge un grazioso Borgo Marinaro fra storia cultura e memoria. Tonnara_di_Vendicari_Noto_Marzamemi_Morfeo_B&B_avola_bed_and_breakfast_   Sempre più a Sud, in mezzo alla meravigliosa Oasi faunistica di Vendicari nel territorio di Noto (SR), sorge un’altra Tonnara. Restaurata in maniera eccellente la Tonnara di Vendicari si offre agli occhi dei visitatori come un libro aperto. Il suo periodo di maggiore attività risale allo scorso secolo, sembra che l’attività intensa della pesca del tonno si sia quasi del tutto arrestata dallo sbarco degli Americani durante il secondo conflitto mondiale. Tonnara_di_Marzamemi_Pachino_Noto_Marzamemi_Morfeo_B&B_avola_bed_and_breakfast_ Arriviamo a Marzamemi dove possiamo dire con certezza che questo Borgo ospita la più antica Tonnara di tutta la Sicilia. I locali che erano un tempo adibiti alla lavorazione del tonno sono stati restaurati e continuano tutt’oggi a lavorare il tonno. Tonnara_di_Portopalo_di_Capo_Passero_Pachino_Noto_Marzamemi_Morfeo_B&B_avola_bed_and_breakfast_ La Tonnara di Portopalo di Capo Passero che rappresenta l’ultimo impianto della lavorazione del tonno, ha un’architettura unica e strategica che ancora oggi suggerisce ai visitatori un paesaggio suggestivo.
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Avola Antica e il meraviglioso territorio Ibleo Avolese

Avola Antica e il meraviglioso territorio Ibleo Avolese

Avola Antica, conosciuta anche come “Avola Vecchia” è una frazione extraurbana della città, nonchè l’antica città di Avola rasa al suolo dal terremoto dell’11 Gennaio 1693.

Le origini di Avola Antica

L’antica città di Avola sorgeva sul Monte Aquilone, monte in cui dominava il Castello di epoca Arabo – Normanna – Aragonese e da lì si diradavano quartieri e chiese che popolavano tutta la vallata. Molte sono le opere ancora visibili e visitabili, tra queste ricordiamo l’Eremo della “Madonna delle Grazie”.
Resistono ancora gli strapiombi e le vallate di questo monte da dove si può osservare un panorama mozzafiato, tra questi ricordiamo Cozzo Tirone, Cava di Pisciarello, dove vi erano chiese e fortificazioni militari; il Ronchetto, il Vallone Bugliola conosciuta come la Cava di Avola Antica, dove vi era la Chiesa di Santa Venera con una grotta tuttora esistente dove, si racconta, vi soggiornò la “Martire Patrona di Avola”. L’antica Avola ha origini siculo – greche e, per il prestigio che aveva venne chiamata appunto “Hybla Mayor” (“Ibla Maggiore”) dai Romani che conquistarono la Sicilia nel 211 a.C.

La città di Avola Antica da sempre un punto strategico di opere militari

Avola era una zona inespugnabile e facilmente difendibile, in quanto dall’alto è possibile scrutare l’intero specchio di mare di tutta la Sicilia sudorientale. Nel 1600 la città di Avola risplendeva di bellezze e nobiltà, questo periodo però terminò l’11 Gennaio 1693, con un violento terremoto che distrusse Avola decimando gran parte della popolazione.  

La ricostruzione di Avola

La nuova città di Avola fu ricostruita verso la valle proprio a ridosso della costa, ma non tutti gli abitanti decisero di trasferirsi, alcuni rimasero sul monte stabilmente vivendo di agricoltura e pastorizia. Molte le masserie costruite in quel tempo, ed oggi abbandonate. Dopo il 1960 Avola Antica fu ricostruita parzialmente dagli avolesi che sceglievano di trascorrere giornate tranquille soprattutto nel periodo estivo, molte infatti sono le abitazioni moderne che si possono incontrare lungo la strada.

I luoghi naturalistici dell’area di Avola Antica

sono degni di essere visitati, ma molti sono accessibili solo ad esperti in speleologia ed alpinismo, data la ripidezza delle pareti a strapiombo e i percorsi ardui. Ad Avola Antica è presente però la “Riserva Naturale Orientata Cava Grande del Cassibile” e scoprire tutte le meraviglie della flora e fauna di questo speciale territorio incontaminato.   Ad Avola Antica è possibile scorgere interessanti siti rupestri, ruderi medievali e necropoli di varie epoche, in queste zone non è raro trovare resti fossili marini incastonati nella roccia, risalenti a milioni di anni fa. Per esplorare Avola Antica consigliamo comunque di affidarvi ad una guida competente e non improvvisarvi esploratori! Contattateci per ricevere maggiori informazioni!    
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Avola: città del Nero D’Avola, della mandorla e dei limoni

Avola: città del Nero D’Avola, della mandorla e dei limoni

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Avola: città del vino Nero D’Avola, della mandorla e dei limoni

La città di Avola, terra del Nero D’Avola, della mandorla e dei limoni, sorge a circa 25 Km a Sud di Siracusa su una ridente pianura fra il fiume Asinaro e il fiume Cassibile. E’ bagnata a Est dal Mar Jonio e circondata a Nord-Ovest dai Monti Iblei, i quali favoriscono il clima mite anche durante l’inverno. Le campagne nei dintorni della città sono caratterizzate dal verde di limoneti ed aranceti e suggestivo è lo spettacolo del mandorlo in fiore che annuncia l’arrivo imminente della primavera.

La città di Avola è celebre nel mondo anche per il suo vitigno, il “Nerello D’Avola”, da cui si produce il famoso e corposo vino rosso “Nero D’Avola”.

Le tre api riprodotte sullo stemma della città simboleggiano la laboriosità degli avolesi. Vivaci sono, infatti, il commercio e le attività di produzione e conservazione di alimenti, come ad esempio la confezione di dolci tipici (di mandorla, di miele, di ricotta) La presenza delle varie dominazioni succedutesi in Sicilia è visibile e riscontrabile nella storia della città. E’ documentato, infatti, che gli Arabi sottrassero il territorio della città ai Bizantini, i quali lo governavano in nome dell’Impero Romano D’Oriente. Tracce del dominio arabo sono le numerose parole ancora in uso nel linguaggio quotidiano, nonché le coltivazioni di datteri, canna da zucchero, pistacchi, ulivi saraceni e la presenza di impianti di conceria, seterie ed acquedotti. Agli Arabi seguirono i Normanni con Ruggero, il quale fu nominato Conte di Avola. Sotto le dominazioni Sveva ed Angioina, Avola fu trasformata in Baronia e successivamente in Marchesato sotto gli Aragonesi fino al 1693, anno in cui venne distrutta dal terribile terremoto dell’11 Gennaio. La pianta della città si ispira ai motivi delle fortezze rinascimentali ed è sviluppata sulla forma simmetrica di un esagono regolare, al centro del quale si incrociano i due assi viari principali e si trova la grande piazza suddivisa in quattro canti. All’inizio e alla fine delle medesime strade, sorgono altre quattro piazze. Tutto l’esagono poi è attraversato da vie che, intersecandosi fra di loro, danno la divisione ortogonale degli isolati, perfettamente uguali e simmetrici fra di loro. In ognuna delle piazze sorgono chiese di stile barocco, costruite con pietra calcarea iblea.

Non è possibile visitare Avola senza visitare prima la sua Tonnara

Testimone di un’attività in passato fiorente e che esprime anche negli impianti il forte legame integrante tra territorio litoraneo e mare e tra economia agraria e marinara. La struttura superstite, di circa 5.000 mq, è composta da una serie di magazzini e capannoni per la custodia, conservazione e lavorazione del pescato attorno a una loggia centrale. Una ciminiera realizzata in mattoni consente di capire che anche la tonnara di Avola formò parte di quelle strutture adeguate ai nuovi tempi dell’industrializzazione. Tra i pochi documenti conservati risulta una foto storica dove si possono vedere le caratteristiche barche in legno dentro i malfaraggi. Il complesso era anche dotato di una chiesa a navata unica, probabilmente di fine settecento. Oggi la tonnara è sede di un piccolo circolo nautico e si trova in discreto stato di conservazione dato che ancora oggi si può leggere parte dell’impianto.

Tra i luoghi nei dintorni della città che meritano senz’altro una visita ci sono Avola Antica e i laghetti di Cavagrande del Cassibile.

A pochi chilometri dal centro di Avola, troviamo l’antico sito dove sorgeva Avola prima di essere distrutta dal catastrofico terremoto del 1693 che colpì i Monti Iblei. Si tratta del monte Aquilone e, percorrendo i tornanti che conducono in cima alla collina, oltre a godere di un panorama mozzafiato, si possono vedere ancora i resti dell’antica città avolese. Per quanto riguarda i laghetti di Cavagrande del Cassibile, si tratta nello specifico, di una riserva naturale ricca di rilevanze paesaggistiche, antropologiche, idrogeologiche, archeologiche e speleologiche. È attraversata dal fiume Cassibile che nel corso del millenni ha creato una serie di profondi canyon. Nel fondovalle, ha finito per crearsi un complesso sistema di piccole cascate e invasi naturali balneabili. Nei dieci chilometri di lunghezza del canyon, si possono ammirare numerosi laghetti, con acque fresche e limpide, fra cui spiccano per bellezza i piccoli laghi nei pressi di Avola Antica accessibili al pubblico tramite una scala storica, detta Scala Cruci. Scegliete la Sicilia, scegliete di soggiornare ad Avola con noi al B&B Morfeo, tante offerte speciali e sconti per chi prenota direttamente dal nostro sito! —> Prenota subito da questo link!
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